Tipologia
- Sottoserie
Numerazione
-
N. definitivo
- 5
-
Prefisso
- 1
Contenuto
- La serie è costituita da documentazione relativa alla riscossione della tassa prediale, calcolata sul valore dei beni immobili, che con le variazioni apportate da Giuseppe Prina – ministro addetto alla revisione del sistema fiscale nel Regno d’Italia – dal 1809 sostituì il campatico[1], imposta diretta fondiaria di carattere straordinario decretata dal Senato di Venezia nel 1501, che non fu riscossa in maniera sistematica almeno fino almeno al 1665, quando secondo gli storici divenne annuale e continuativa[2]. L’imposta prediale venne confermata anche durante la seconda dominazione austriaca con notificazione del 28 ottobre 1815, specificante che il prelievo non doveva oltrepassare in via ordinaria il quinto della rendita netta, risultante da rendita fondiaria –terratico – e rendita dai fabbricati – casatico. Una sovrimposta fu istituita per coprire le spese straordinarie, per la realizzazione di opere pubbliche comunali. Si conservano per gli anni 1801-1815, «quinternetti», fogli rilegati a quaderno con copertina cartonata (nn. 33-36, 38-53); un registro (n. 31); una filza (n. 32) e fogli riepilogativi legati in mazzi (nn. 37 e 54).
[1] Cfr. C. Zaghi, L’Italia di Napoleone, Torino, 1989, pp. 517-518.
[2] Cfr. F. Besta, I bilanci generali della Repubblica di Venezia, I, Venezia, 1912, pp. CLV-CLVI.