Tipologia
- Sottoserie
Numerazione
-
N. definitivo
- 6
-
Prefisso
- 1
Contenuto
- La tassa personale veniva applicata a tutti i maschi, per ogni casa, dai 14 anni fino ai sessanta compiuti, «con domicilio o sia dimora costante di sei mesi nei comuni non murati, o nel circondario esterno di un comune murato». Erano esenti i padri di 12 figli con le loro famiglie, i domiciliati nel circondario del Comune per semplice causa di studio e tutti coloro che, non avendo altri mezzi di sussistenza, sono nel tempo stesso per un infermità abituale impossibilitati a guadagnarsi il vitto giornaliero; i religiosi. Al pagamento di questa tassa, sia in favore del Tesoro che del Comune, si ritengono coobbligati in qualità di fideiussori, i locatari delle case per i conduttori delle medesime, i capi di bottega per i loro lavoranti, i padroni di casa per i domestici, i proprietari di terreni o affittuari per i coloni parziari dei rispettivi fondi (art. 6). La tassa in base all’art. 41 del decreto 23 dicembre 1807 e 27 marzo 1809 era di 6 lire ogni contribuente, delle quali spettavano ai Comuni 2 lire e 60 centesimo e il resto al Tesoro[1]. La serie è costituita da «quinternetti», fogli rilegati a quaderno con copertina cartonata; registri, spesso con allegati prospetti e documenti funzionali alle registrazioni; un fascicolo non rilegato e carte sciolte legate in mazzi. I ruoli relativi a questa tassa, sono spesso compilati per parrocchia; talvolta si conservano in allegato a conti preventivi e consuntivi.
[1] Cfr. Regolamento per l’esazione della tassa personale e del contributo delle professioni liberali, arti e commercio, 23 maggio 1809. Si ricorda la circolare del Prefetto del Dipartimento del Tagliamento, 29 settembre 1806, in cui si spiega come urga «l’attivazione del Regolamento, onde le amministrazioni locali appena attivate siano in grado di sostenere le spese locali» e si allega il testo della legge 24 luglio 1802 sulla tassa personale e il Regolamento 30 gennaio 1803 sul modo di formare il ruolo per l’esazione».